L’Eneide di Virgilio “Il Musicall”
“…Noi Italiani non ci dovremmo offendere troppo quando ci dicono che siamo dei veri figli di Troia… e si, perché noi Italiani discendiamo direttamente dalla stirpe di Enea che, partito appunto da Troia dopo che la città fu distrutta dai Greci di Achille, superando centinaia di peripezie, approda finalmente sulle coste del Lazio dove, dopo aver ammazzato Turno il re dei Rutuli, sposa Lavinia, figlia del re Latino, e da quella unione nasceranno Romolo e Remo, i sette Re di Roma, Cesare, Ottaviano, Augusto, e poi i Gracchi, gli Scipioni, Fabio Massimo, Marcello e … insomma i nostri Trisavoli, i nostri Avi, i nostri Nonni e poi Noi che siamo qui…” Con 26 attori, cantanti, ballerine, mimi, giocolieri e percussionisti in scena, sapientemente diretti da Domenico Maria Corrado, lo spettacolo imponente e maestoso, ricco di musiche canzoni e coreografie degne delle migliori commedie musicali di Garinei e Giovannini, racconta la vicenda del pio Enea cantata da Virgilio nell’Eneide, in una formula che coniuga il testo classico all’ironia propria della Lingua Napoletana.
Simone Carotenuto e I Tammorrari del Vesuvio
Simone Carotenuto è la tammorriata. Figlio della tradizione è oggi uno dei maggiori rappresentanti di questa antichissima forma di comunicazione che è musica, è danza, è canto.
La sua è una delle voci più calde del panorama musicale campano, uno degli ultimi grandi cantatori di “Fronne” paradigma e simbolo del canto su tamburo; è dotato di un istrionismo e di una verve particolarissima che gli permettono in ogni situazione di avere un rapporto di grande complicità con il suo pubblico. La ricerca continua sul campo è la radice della sua formazione musicale.
Carotenuto grazie alle sue ricerche in ambito musicale è stato insignito nell’ottobre 2008 direttamente dalle mani del Maestro Espedito de Marino del premio “ GIOVANNI PAOLO II” è stato ospite di molte trasmissioni televisive nazionali dalla Rai a Mediaset a Telemontecarlo ma soprattutto ha esportato la sua cultura musicale nei grandi festival di world music che si tengono in Belgio, Lussemburgo, Francia.
Intorno a questa forte personalità nasce il gruppo i Tammorrari del Vesuvio. La ricerca e la sperimentazione unite al grande amore per la tradizione sono confluiti in un’antologia della musica popolare campana, il loro ultimo album “ Aizamme sta Tammorra” li ha consacrati come uno dei gruppi musicali più importanti e rappresentativi della folk music italiana.
Il loro viaggio partito dai luoghi simbolo della tradizione campana ha allargato lo sguardo sul mondo e sui popoli, i Maestri Tammorrari sono attualmente impegnati nella sperimentazione e nella contaminazione di suoni e di pensieri che sono i battiti e i pensieri del Mediterraneo tutto ma anche di mondi suggestivi e affascinanti come quello Balcanico o quello Andaluso.
“Atmosfere” Espedito De Marino e Katia Ricciarelli
Il Concerto rappresenta il compendio delle varie esperienze umane, artistiche e sociali che hanno caratterizzato la Storia della Musica Italiana.
Esso articola i vari segmenti “pentagrammati” della nostrana Melodia senza pletoriche orchestrazioni ma con slanci ritmici ed armonici moderni.
Il repertorio è tratto dall’epoca d’oro della canzone napoletana e dalla canzone di oggi, è un “ping pong” fra celebri motivi italiani e melodie partenopee costeggiate da famosi e suggestivi brani per sola chitarra intersecati a frammenti del rock internazionale, della LIRICA e del teatro.
E’ un arpeggio romantico dalle “atmosfere andaluse”, è un richiamo avvenente di sensazioni struggenti. E’ un coro veemente di ricordi italiani.